Ci penso e ci ripenso e mi domando: ma come fa una maestra cattolica da non perdersi una comunione, pacifista da non perdersi una marcia, solidarista da non perdersi uno sciopero, filantropa, buona e brava e piena di zelo sociale e valori assoluti, ad opporsi tenacemente all'arrivo nella sua classe di un bambino portatore di handicap? Dimenticavo: pure madre, per giunta. E dire che invece quei pubblicani dei genitori dei suoi alunni non hanno opposto alcuna obiezione (va beh, forse qualcuno non avrà osato farlo, mostrando perlomeno un minimo di pudore). Ragioni didattiche, ovviamente. Vergognosamente trascurate dalla collega (meno santa e didatticamente meno talebana), che il bambino lo ha accettato, ben sapendo di complicarsi la vita.